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#1 2010-12-29 17:53:21

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Rocco Sabelli: l’Alitalia può restare da sola ed essere eccellente
(dall’intervista rilasciata a PANORAMA)

«È da qualche mese che me ne sono davvero convinto: questa Alitalia può funzionare bene. Le dico di più: dal 2011 in poi, quando entreremo nella fase del doporistrutturazione, potrà diventare una compagnia non buona, ma eccellente». Alla fine vola, la fenice. Vola nonostante tanti scettici si affollassero intorno al suo nido. E sembra volare bene, almeno stando ai numeri forniti a getto continuo da Rocco Sabelli, molisano di 56 anni, già all’Eni, alla Tim e alla Piaggio e ora amministratore delegato della società nata un anno e mezzo fa dalle ceneri del doloroso passaggio dal pubblico al privato.

L’Alitalia di Sabelli si prepara a chiudere il 2010 con un aumento dei ricavi superiore al 10 per cento, con oltre 23 milioni di clienti (+5 per cento), con perdite più che dimezzate e con cassa e linee di credito per oltre 400 milioni. «Il quarto trimestre è sempre un’incognita» mette le mani avanti Sabelli «ma il terzo è andato benissimo e alla fine penso che il 2010 si concluderà con risultati superiori ai nostri obiettivi, grazie anche alla ripresa del mercato business, e con una crescita superiore a quella dei nostri concorrenti. Certo la vecchia Alitalia era più grande, ma insostenibile: la previsione del 2008 di Alitalia con AirOne indicava perdite tra 1,1 e 1,2 miliardi e quelle stesse compagnie nel 2009 avrebbero perso ancora di più. L’Alitalia avrebbe già bruciato tutto il capitale per essere di nuovo pronta a un altro ribaltone e all’ennesimo piano industriale. Noi, invece, il prossimo anno arriveremo al pareggio operativo. E già iniziamo a pagare le tasse, 25 milioni di Irap».
Quali altri obiettivi vi date per il 2011?

Avere oltre 25 milioni di clienti con 3-3,5 miliardi di fatturato, una dimensione che ci collocherebbe al quarto-quinto posto tra le compagnie europee.

Al di là dei risultati economici, il «prodotto» Alitalia funziona, piace di più?
Le persone che volano con noi ci dicono di sì. E i dati lo confermano. Oggi l’Alitalia ha un tasso di cancellazione dei voli di appena lo 0,5 per cento, il che significa che su 700 collegamenti al giorno non più di tre vengono cancellati. La puntualità è arrivata all’82 per cento dei voli e sul Milano-Roma è al 90 per cento. Nella classifica europea della puntualità nei primi 6 mesi, siamo al secondo posto fra le grandi compagnie. E dalle indagini che dal maggio dello scorso anno conduciamo presso i nostri clienti i soddisfatti sono passati dal 72 all’80 per cento, grazie alla puntualità, alla gestione dei bagagli e al servizio di bordo.
...
Ecco, le low cost: continueranno a essere un concorrente agguerrito?
Andrebbe ricordato che le compagnie low cost prendono sussidi dagli aeroporti, non hanno il contratto di lavoro italiano, non pagano le tasse in Italia… ma non mi interessa. Io so che offrono un prodotto a un prezzo competitivo. E io cerco di competere sul prezzo perché ho una struttura di costi che me lo permette, a metà strada fra le compagnie tradizionali e quelle low cost. Per questo abbiamo offerte da 20 euro con AirOne e da 39 euro con Alitalia. Non a caso stiamo aumentando le nostre quote di mercato. E poi penso che in futuro le low cost diventeranno meno aggressive perché gli aeroporti non ce la fanno più a finanziarle o non vogliono dipendere da una sola compagnia.

Nonostante i dubbi di tanti, l’Alitalia sembra essere rinata: non si sente una specie di Marchionne alato?
Ma no, abbiamo costruito una compagnia con dimensioni coerenti con le sue reali possibilità, niente di più. L’importante è stato avere avuto la volontà di far rinascere l’Alitalia, seppur in modo doloroso: ma era necessario. Ora siamo un’azienda nuova e un importante cambiamento simbolico sarà rappresentato dall’abbandono, alla fine di quest’anno, della vecchia sede della Magliana e il trasferimento di tutti gli uffici a Fiumicino. Sarà davvero la fine di un’era.

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